Milano 1946

Addio Bruno Bertolotti, piccolo "Muscolo" del Milano

Lutto per il baseball emiliano, ma anche per il Milano: se n'è andato dopo una lunga malattia Bruno Bertolotti, 73 anni, ex catcher-terza base di Parma, Longbridge e per una stagione (1972) anche del Milano. I compagni dell'Ausonia lo ricordano come un grande uomo-spogliatoio e nel Milano ha un record unico: è stato il primo giocatore a battere un fuoricampo al suo primo turno in battuta con la casacca rossoblù. Tutto il Milano '46 si tringe alla famiglia e agli amici di Parma.


Nino Cavalli, grande pioniere del baseball parmigiano a cui è intitolato lo stadio principale del Quadrifoglio, l’aveva soprannominato “Muscolo”, perché da ragazzo pur essendo alto un metro e sessanta batteva con una mazza 35 manico sottile. Poi, col passare degli anni, è diventato per tutti Brontolo. Adesso però dovremo fare a meno delle sue polemiche e delle sue critiche bonarie, perché una lunga malattia si è portata via Bruno Bertolotti, 73 anni, catcher e terza base del Parma ma anche del Longbridge Bologna targato Unipol ai tempi della serie A e per un anno anche del Milano. Smesso di giocare, è stato un tecnico di lungo corso, guidando come manager varie squadre, dal Collecchio al Reggio Emilia, dalla Crocetta allo Junior, al Langhirano.

Arrivò a Milano nell'Ausonia del ’72, allenata da Alberto Spinosa, che aveva bisogno in terza base di un’alternativa a Sergio Bianconi ormai alle prese con gli acciacchi di fine carriera, e Bruno era l’uomo giusto per ricoprire questo ruolo facendo eventualmente anche da secondo a Ivan Cavazzano. Bertolotti giocò in rossoblù una sola stagione ma il suo passaggio da Milano è rimasto indimenticabile per chi l’ha avuto come compagno in quella stagione che culminò nella finale di coppa Campioni persa al Kennedy con il Nettuno. E proprio di quell’avventura Bruno andava fiero “perché potevo vantarmi di essere stato il primo parmigiano a giocare in coppa Campioni, prima di molti altri che poi, beati loro, l’avrebbero vinta tante volte”. I compagni di Milano, invece, lo ricordano come autentico uomo-squadra, uno che faceva spogliatoio.

Bertolotti, primo di una lunga serie di parmigiani ad aver vestito la maglia rossoblù, è stato un buon giocatore di quelle stagioni a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, anche se da Parma a un certo punto se ne dovette andare perché erano cresciuti altri catcher importanti come Castelli e Sueri. Così andò a Bologna e poi a Milano, dove avrebbe dovuto finire sulla sponda nerazzurra per raggiungere il suo concittadino e vecchio compagno di batteria Beppe Buschini, ma proprio in quell’inverno la squadra di Mangini dovette rinunciare alla prima serie. Così Notari, presidente del Parma, lo volle spingere a Bollate, ma lui preferì rilevare il proprio cartellino e scegliersi da solo la destinazione.

“A Milano ho vissuto una stagione stupenda – ricordavava -, ci arrivai perché mi volle il presidente ai tempi dell’Ausonia, il dottor Getici, che già era stato mio presidente a Bologna nella Unipol e si era affezionato a me. Nel weekend condividevo la casa con Steve Shedd in fondo a viale Fulvio Testi e al mattino, quando mi alzavo, dovevo stare attento a dove mettevo i piedi perché per terra c’erano tutti i suoi oggetti di antiquariato che spediva in America… Feci un girone d’andata battendo fortissimo, con un paio di fuoricampo. Feci soprattutto la mia prima trasferta in aereo. Di quell'Ausonia mi colpì soprattutto l'organizzazione: tra il Parma e il Milano di allora correva la stessa differenza che può esserci tra il Parma e la Juve nel calcio di oggi”.

A proposito di fuoricampo, Bertolotti ha un record singolare che nessuno potrà mai togliergli. Nella storia del Milano è stato il primo giocatoree a battere un homer al suo primo turno in battuta. Accadde a Firenze nella prima giornata di campionato: entrò al 9° inning come pinch hitter al posto di Dario Rossi, battendo un fuoricampo contro Tumiatti che servì ad accorciare le distanze sul 5-4 ma non a vincere la partita. Però quel suo exploit venne ripetuto solo da altri quattro battitori in tutta la storia rossoblù: Daniele Brambilla, Brian Robinson, Stefano Manzini e Weltin Cabrera. Insomma il Milano lo ricorderà per sempre anche per questa sua impresa. Grazie Bruno.

Alla famiglia le condoglianze di tutto il Milano Baseball 1946

17/10/2020