Milano 1946

Il MIlano a Fossano cala la doppietta
E dopo quattro anni ritorna in serie A2

Grande chiusura di stagione dei rossoblù che passano due volte in casa del diretto avversario Fossano (8-2 e 2-1). Nuovo grande exploit di nonno Morillo, che lancia 9 inning e domina il primo incontro. Poi Reyes firma il suo ultimo capolavoro (solo 2 valide subite). Garrido mazza caliente nel primo match e gran chiusura del secondo con una presa spettacolo di Fraulini. Complimenti a Fraschetti e ai suoi ragazzi per la splendida impresa che riporta Milano nel baseball che conta


Andrea Lo Monaco, capitano rossoblù in assenza di Bancora, riceve la targa per la promozione in A2 dal presidente del Comitato regionale Piemonte della Fibs Mario Pinardi

Il Milano ce l’ha fatta. Il Milano è tornato in serie A2. Quattro anni dopo l’ultima esperienza nella serie cadetta in franchigia con il Senago, la squadra del presidente Selmi e del manager Fraschetti ha fatto un nuovo passo avanti verso quel baseball di vertice in cui la nostra società deve cercare di rientrare. La promozione è arrivata a Fossano dopo due belle partite, giocate nel modo migliore possibile da entrambe le squadre nonostante l’inevitabile freddo. Ci si giocava tutto in un giorno e le due squadre non si sono tirate indietro. Ma il Milano alla fine ha avuto qualcosa di più. Marco Fraschetti, nonostante partisse con una differenza punti favorevole nello scontro diretto, aveva detto che i rossoblù non avrebbero fatto calcoli. E infatti Lo Monaco e compagni hanno giocato per vincere tutti e due gli incontri e alla fine ci sono riusciti, sgombrando il campo da qualsiasi conto complicato e da qualsiasi retro pensiero sull’esito della stagione.

E per far capire che fa sul serio, il Milano parte con grande concentrazione fin dal primo incontro, quello che durante la stagione è stato spesso il punto debole dei rossoblù. Per una volta, dato il carico di tensione che gravava su garauno, Fraschetti ha messo nel “frigo” tutti i suoi baby pitcher e ha messo la palla in mano a nonno Morillo che a 46 anni suonati ha compiuto un altro capolavoro di resistenza dopo il rilievo lungo effettuato quindici giorni fa nel derby al Saini. Questa volta Gero ha preso la palla in mano dal primo inning e l’ha lasciata al nono, un complete game fantastico in cui ha subito solo 2 punti all’8.a ripresa, l’unica in cui ha avuto una parziale flessione. Per il resto il dominicano ha mischiato i suoi lanci con saggezza, ha concesso solo 6 valide e 4 basi con 6 strikeout, ha lavoratro di fino stringendo i denti e sobbarcandosi una fatica a cui non era più abituato da un bel pezzo. Ma alla fine ha dato fiducia alla squadra, per una domenica si è vestito da Reyes e ha permesso ai suoi compagni di costruire la vittoria in attacco inning per inning. Anzi, a dire il vero, è stato lui anche in battuta a colpire con gli uomini in base al 4° inning per consentire il primo allungo rossoblù sul 3-0 dopo un bel doppio di Colon che mandava Garrido (singolo) a segnare il primo punto. E al 5’ è ancora la combinazione Garrido (doppio)-Colon (singolo) a firmare il 4-0. Il colpo di grazia per il Fossano arriva però all’8’. Morillo colpito, singolo di Negri, tre basi ball consecutive inframezzate da un kappa di Fraschetti, poi il secondo doppio in questa partita di uno scatenato Garrido che segna l’8-0 con cui Morillo può chiudere in tranquillità.

Il Milano sapeva che per centrare la promozione doveva vincere almeno un incontro e poi gestire l’altro senza subire troppi punti. Ma dopo l’8-2 del mattino la differenza di segnature tra le due squadre è addirittura abissale: ben 16 punti, che difficilmente Reyes avrebbe potuto subire. E infatti è proprio la netta vittoria del mattino a rendere il Milano più tranquillo e consapevole di avercela quasi fatta. Ma i rossoblù non vogliono avere alibi e non vogliono lasciare nulla al Fossano che ha avuto il merito di crederci fino in fondo, cercando almeno quella vittoria che avrebbe potuto nobilitare definitivamente la sua sorprendente stagione. Infatti i piemontesi danno filo da torcere a Reyes fino al 9° inning, rimontando subito il punto iniziale segnato da Morillo (base ball) al 3’ sfruttando una battuta di Capellano sul pitcher e cedendo solo al 6’ con uno sfortunato lancio che va a colpire Sanguedolce a basi cariche. A quel punto il Milano capisce che le distanze tra le due squadre sarebbero incolmabili anche in caso di sconfitta, ma resiste fino in fondo e va a conquistare anche la seconda vittorie suggellata dall’ennesima grande prestazione di Reyes (10 kappa e due sole valide, entrambe del terza base Ghiglia) e da una splendida presa al volo di Fraulini con una gran corsa all’esterno centro per l’out che chiude la partita e scatena la festa.

Insomma, i rossoblù non potevano chiudere meglio una stagione che ha avuto gioie e tormenti, che ad un certo punto sembrava persino sfuggire di mano, ma che i ragazzi del Kennedy hanno saputo rincorrere fino in fondo, tra problemi e rinvii, ma sempre convinti, dal debutto ai primi di luglio, che era un’occasione da non mancare. Merito dei ragazzi, ma merito anche al presidente Selmi e a Marco Fraschetti che hanno preso per mano il Milano nel 2017 nell’ennesima ripartenza dalla serie C e hanno saputo ricondurlo in quattro stagioni al posto lasciato nell’ultimo anno della franchigia. Una risalita addirittura più rapida dell’ultima realizzata tra il 2003 e il 2007. Ma merito anche del dt Raoul Pasotto che ha saputo costruire pazientemente questa squadra, non scoraggiandosi quando all’inizio dell’anno si è visto partire contemporaneamente cinque pitcher in un colpo solo (Luca Capellano, Pinazzi, Torri, Gargamelli e Vialetto), cosa che avrebbe potuto smontare le velleità di qualsiasi club e che invece ha trovato la giusta risposta. Grazie alla scoperta di Harvey Reyes che chiude col ruolino invidiabile di 8 vittorie e 0 sconfitte, ma anche grazie al vecchio Morillo e ai baby (Pizzi, Coppola, Polce e il quindicenne Meazza) che hanno dato ciascuno un loro piccolo contributo. Grazie al lavoro di Ennio Paganelli, eterno pitching coach, all’adrenalina di Thomas Pasotto, da quest’anno coach a tempo pieno, e a un gruppo di dirigenti che ha saputo supportare la squadra nelle sue esigenze.

Quanto ai giocatori, qualcuno è cresciuto, qualcuno fatica ancora a fare il salto di qualità, ma da capitan Bancora (che ieri era indisponibile e ha dovuto soffrire da lontano i 18 inning più importanti della stagione) al suo vice Lo Monaco, da Luca Fraschetti (che si è sacrificato tutta la stagione dietro il piatto, compresi gli ultimi inning di ieri con una gamba ammaccata da un colpito appena sopra il ginocchio) allo stakanovista Capellano, da Jack Fraulini (che ormai sta diventando un esterno di grande sicurezza) a Marco Pasotto (che finalmente si è riscoperto battitore di peso), da Sanguedolce all’utility Negri, tutti ci hanno messo sicuramente il cuore. Così come i ragazzi che per tanti motivi hanno giocato meno o non hanno nemmeno giocato (Petrachi, Giovanelli, Ravizza, Guzman e l’infortunato Villa) ma hanno dato un grande sostegno nello spogliatoio.

Questo Milano a trazione dominicana non può però prescindere anche da due ragazzi come Davide Garrido e Angelo Colon che hanno portato la loro passione, sobbarcandosi anche il sacrificio di venire sempre ad allenarsi a Milano dalle loro residenze, oltre a due mazze che spesso hanno dato un contributo determinante.

Il Milano torna in A2, adesso sarebbe l’ora delle feste, ma purtroppo la situazione generale della pandemia non ci consente nemmeno di sfogare la nostra gioia. Comunque ci accontentiamo della grandissima soddisfazione di aver risalito un altro gradino. Anche se la sfida ora si fa dura. Ma appassionante.

19/10/2020