Milano 1946

Il Milano nel derby vede i fantasmi
ma poi infila una doppietta pesante

I rossoblù di Fraschetti vincono il primo incontro grazie a uno splendido Morillo sul monte per 8 inning e due doppi di Pasotto che segnano la riscossa. Ma nel pomeriggio Reyes soffre le mazze dell'Ares e il Milano resta in svantaggio fino al 7° inning. Poi però arriva il ribaltone che riporta Bancora e compagni in testa al girone. E adesso ci si giocherà tutto nello spareggio-promozione di Fossano


Marco Fraschetti abbraccia Geronimo Morillo dopo la prima vittoria nel derby

Si sapeva che sarebbe stata una giornata complicata. E infatti lo è stata fino in fondo, in una domenica iniziata sotto un sole gradevolissimo e chiusa sotto la pioggia battente e in semioscurità. Ma tant’è, l’importante è che alla fine il Milano sia riuscito a portare a casa questo doppio pesantissimo derby contro un Ares che solo in apparenza non aveva più nulla da chiedere a questo campionato e che invece ha venduto cara la pelle.

 

Basta il derby, infatti, per accendere anche una squadra che ormai poteva pensare solo a chiudere tranquillamente la stagione del suo ritorno in serie B. E infatti i baby di Real Sanchez, sotto l’ala protettrice del vecchio Adonis Zamora, cercano di mettere i bastoni tra le ruote ai cugini per onorare fino in fondo il campionato. Tanto che il Milano soffre parecchio, nel primo incontro, ma soprattutto e inaspettatamente nel secondo, quando va sotto di brutto al 2° inning (6-1), accusando una ripresa da brivido di Harvey Reyes, mai visto così in difficoltà come contro i ragazzi del Saini.

 

Nel primo incontro, l’Ares parte subito forte e mette alle corde Pizzi che si deve arrendere dopo una sola ripresa, confermando una stagione problematica. Così, i padroni di casa ribaltano subito l’iniziale vantaggio del Milano e vanno sul 4-3, tanto che Fraschetti deve ricorrere subito al rilievo Morillo. E proprio il nonno della truppa rossoblù per una domenica si traveste da Reyes, prende per mano i compagni e li spinge verso una rimonta che si concretizza tra quarto e quinto inning (con 8 punti frutto di 6 valide tra cui due bei doppi di un Marco Pasotto ispirato con la mazza), ma soprattutto stringe i denti e difende il bottino dal ritorno dell’Ares fino all’ultima ripresa, chiudendo con sole 5 valide concesse e 8 strikeout in 8 inning. Un grande Geronimo, insomma, che va a togliere le castagne dal fuoco in una domenica in cui contava parecchio vincere soprattutto il primo incontro, quello più ricco di incognite.

 

Messa in cassaforte gara uno, si pensava che per Reyes sarebbe stata una formalità garantire anche il raddoppio. E invece il dominicano per una volta non è in giornata, subisce più che mai le mazze dell’Ares che al secondo inning lo colpisce pesantemente con due singoli di Fasani e Casciello e soprattutto due doppi di Villa e Ramirez sommati a due basi ball concesse a Vitali e Zamora. Insomma, quello che sulla carta doveva essere un tranquillo pomeriggio di normale amministrazione, si trasforma in quasi due ore di brividi, perché il Milano recupera fino al 7-6 sul partente Mattioli ma poi, quando Adonis Zamora va anche a lanciare, resta inchiodato a quel punticino di svantaggio fino al 7° inning con il rischio oltretutto incombente di un cielo che si faceva sempre più minaccioso, tanto da costringere gli arbitri a sospendere anche l’incontro per un quarto d’ora abbondante proprio appena scavallato il quinto attacco rossoblù che avrebbe reso valida la partita. Al settimo assalto, però, mentre Reyes ritrovava la padronanza del monte, anche Zamora doveva arrendersi al ritorno di Bancora e compagni: Fraulini colpito, due errori difensivi consecutivi su Pasotto e Morillo e le valide di Colon e dello stesso capitano rossoblù, consentono il sorpasso che sarebbe stato poi definitivo. Anzi, il Milano avrebbe poi dilagato nelle ultime riprese, giocate già sotto l’acqua e al limite della sospensione per oscurità, scacciando definitivamente i fantasmi di un pomeriggio che si stava facendo maledettamente complicato.

 

Alla resa dei conti, con i rossoblù in formazione rimaneggiata per le assenze di Coppola, Garrido, Lo Monaco e nel primo incontro anche di Fraschetti squalificato, bisogna ringraziare lo spirito di sacrificio di Gero Morillo, quello di Bancora che nel primo incontro si è adattato a sostituire Fraschetti a casa base, peraltro cavandosela anche bene, la mazza di Pasotto (finalmente trascinatore con 5 su 8 e 2 doppi) aggiunta a quelle di Capellano (4 su 9), Fraulini (4 su 6) e Colon (4 su 10) che se l’è cavata bene anche in terza base. Ma di certo questo non basterà nella sfida decisiva di Fossano, quando la federazione fisserà il recupero, perché in Piemonte servirà ritrovare anche il miglior Reyes.

 

Il Milano comunque è intanto tornato da solo in testa alla classifica, anche se il Fossano deve recuperare e concludere la sfida col Piacenza interrotta in parità. La squadra di Fraschetti, a questo punto, deve vincere assolutamente un incontro e cercare di evitare una pesante sconfitta nell’altro. Questo perché, in caso di arrivo in parità (se anche i piemontesi dovessero vincere l’ipotetico recupero col Piacenza), a decidere il primato e la promozione sarebbe il “Team Quality Balance”, che in parole povere è la differenza punti calcolata in base agli inning giocati nello scontro diretto tra le due squadre. E qui il Milano parte da un vantaggio consistente determinato dalla vittoria dell’andata (20-4) ben superiore alla sconfitta (3-9). Ma è inutile fare calcoli: a Fossano bisognerà pensare a giocarsele tutte e due.

 

04/10/2020