Milano 1946

Nicolò Pinazzi, primo milanese a firmare per i pro'. Nel 2021 sarà in Rookie league con i Cincinnati Reds

Grandissima soddisfazione per il pitcher figlio d'arte ma anche per la nostra società che per la prima volta vede un proprio giocatore approdare nel mondo dei professionisti americani. "Se non fosse stato per la pandemia sarei già stato là - spiega Nicolò -, ma onestamente non ho ancora realizzato la dimensione dell'avventura che mi attende". E la firma di Pinazzi arriva sessant'anni esatti dopo l'avventura di Bob Gandini che fece gli spring training con la squadra di Triplo A dei Pirates, ma poi giocò solo da semipro'


Nicolò Pinazzi, a destra, con Sal Varriale dopo la firma del contratto con i Reds

Sospirata, tormentata, rimandata, attesa fin troppo, ma finalmente è arrivata: la firma sul contratto che lega Nicolò Pinazzi, 21 anni il prossimo 25 ottobre, alla franchigia di Major league dei Cincinnati Reds. Finalmente la notizia è ufficiale: il filmato del nostro pitcher che firma il contratto sotto gli occhi di Sal Varriale, ex grande esterno del Parma e della Nazionale, scout dei Reds per l’Europa, è la conferma che finalmente Pinazzi junior ce l’ha fatta. Papà Simone non ne voleva quasi più sentir parlare: ogni volta che si accennava all’avventura americana di suo figlio, zittiva tutti per scaramanzia. Ma alla fine anche lui adesso ci crederà: Nicolò è il primo giocatore del Milano (il secondo lombardo dopo il bergamasco Seminati, anche lui attualmente con la maglia di Cincinnati) a firmare da professionista con una franchigia americana. Sessant’anni fa, nel 1960, aveva tentato l’avventura anche il grande Bob Gandini: venne invitato agli spring training della squadra di Triplo A dei Pittsburgh Pirates, ma tradito anche da un infortunio, non andò oltre, passando il resto della stagione a giocare in una lega semipro’ prima di rientrare in Italia e contribuire alle fortune della grande Europhon. Adesso invece abbiamo finalmente il primo “pro” milanese, che partirà dalla Rookie league ma con l’ambizione di arrivare più in  alto possibile.

 

Tutto è iniziato lo scorso autunno quando Nicolò è andato con il gruppo di giovani europei che ogni anno Mauro Mazzotti porta a un camp in Arizona, dove i giocatori vengono visionati soprattutto dai college. Ma spesso da quelle parti passano anche gli scout dei pro’ che non ci hanno messo molto a mettere gli occhi su Pinazzi, conquistati soprattutto dalla sua velocità e dalla notevole curva da mancino. Tanto che ad avvicinarsi al nostro pitcher sono addirittura i New York Yankees. Ma subito dopo spuntano i Cincinnati che mettono subito le mani sul milanese. Proprio quei Cincinnati Reds che negli anni Sessanta ospitarono il primo italiano in assoluto a giocare nelle Minor, ovvero il grande Toro Rinaldi.

 

“Quella che era nata di fatto come una vacanza – sorride Nicolò -, un regalo per la maturità, si è trasformata improvvisamente in un’occasione incredibile. Tanto che ancora adesso non ho completamente realizzato la dimensione dell’avventura che mi aspetta”. Al momento sembra proprio un’avventura fantastica ma purtroppo ci mette lo zampino il maledetto virus che scatena il lockdown globale e mette nei guai seri in particolare gli Stati Uniti. Pinazzi sarebbe dovuto partire in primavera per l’accademia dei Reds nella Repubblica Dominicana, ma anche lì tutto viene bloccato. Così slitta tutto, a partire dalla firma del contratto. Anche se i Reds bloccano il ragazzo e gli impediscono di giocare in Italia, dove nel frattempo è stato ceduto in prestito al Collecchio senza poter però esordire in A1.

 

Intanto arrivano altre soddisfazioni, come la convocazione in Nazionale, al raduno di fine agosto, ma anche lì Nicolò può fare solo atto di presenza. Finchè finalmente la situazione si è sbloccata con vista sul 2021: l’altro ieri la firma, in febbraio la partenza per cominciare l’avventura nelle Rookie league. “Ma mi hanno anche detto – riprende Nicolò – che se la pandemia dovesse attenuarsi un po’, potrebbero convocarci già in ottobre per un primo contatto con il gruppo e i tecnici. Speriamo…”.

 

Intanto, il figlio del Diablo de Alcobendas (Simone era stato soprannominato così dallo speaker della località spagnola dove mise a segno tre fuoricampo in una partita in coppa delle Coppe) si gode questo momento magico, anche se di fatto ha dovuto rinunciare a un anno di attività. E il Collecchio (per non dire del Milano) ne avrebbe avuto anche bisogno… A Milano comunque ci accontentiamo di questa grande soddisfazione, che onora la nostra società e premia il lavoro dei tanti tecnici che l’hanno seguito, a partire dal pitching coach Paganelli. Mauro Mazzotti invece incoraggia Nicolò: “Le qualità le ha, la velocità e soprattutto la sua curva vecchia maniera hanno colto nel segno. Arriva in Rookie league in età un po’ avanzata rispetto alla media, ma ha tutto il tempo per recuperare il terreno. Adesso sta a lui sfruttare la situazione”.

 

Noi gli facciamo gli auguri, visto che comunque per il Milano rappresenta già un pezzo di storia. Dopo tre stagioni giocate in prima squadra, 57 presenze, 263 riprese lanciate, 11 partrite vinte, ma soprattutto 381 kappa che lo pongono già all’8° posto di tutti i tempi tra gli specialisti dello strike out in maglia rossoblù. Speriamo che queste cifre possano essere accreditate da una bella avventura americana. In bocca al lupo, Nicolò.

 

05/09/2020